Il monumento che non ti aspetti

 

Nei miei giorni di vacanza nella mia terra natia, dove vive da sempre il resto della mia famiglia, spesso mi capita di fare qualche giro in macchina per le campagne limitrofe e non del paese. Palma di Montechiaro. Terra del Gattopardo e dei Tomasi di Lampedusa. Fondato nel lontanissimo 1637 dai Duchi Carlo e Giulio nel loro feudo su una florida collina sopra la vallata che termina verso il mare.
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Scorcio di Marina di Palma col Castello Chiaramontano

Spesso il mio itinerario senza meta mi fa percorrere strade fatte in gioventù. Istintivamente. Magari solo per via del fatto di aver in un certo periodo compiuto, ad esempio, il giro a Marina di Palma. Rigorosamente in macchina e a bassissima velocità. La classica passeggiata ‘motorizzata’ dei palmesi. Magari arrivando anche al Castello Chiaramontano. Ma di questo forse ne parlerò qualche altra volta.
In una di queste uscite inusuali, mi sono avviato verso una località che da adolescente ho frequentato grazie ai miei parenti. La strada tutta in salita si inerpica sulla collina costellata di vigneti, campi, ovili e belle case.

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c.da Facciomare

Tante con delle viste mozzafiato sul panorama sottostante che si riversa sul mare e su Marina di Palma. La località marittima del paese. Dove per un periodo che va dalla fine della primavera fino al primo autunno i palmesi che vi hanno le case si trasferiscono. Qualche famiglia vi abita sempre. Sia in estate che in inverno.
Purtroppo la strada asfaltata finisce su un piccolo spiazzo dove si dirama in due direzioni. Una va verso l’alto, dove si raggiunge il versante nord in c/da Tramontanata; l’altra prosegue invece ad est verso la c/da Facciomare. Uno dei territori più incontaminati del litorale locale. Al centro di sporadiche attenzioni delle istituzioni del territorio che  vorrebbero farla riconoscere come riserva naturalistica. Quantomeno, in un certo periodo politico passato qualche iniziativa era stata intrapresa, ma conclusa poi con un nulla di fatto. La stradella sterrata è anche in buone condizioni. Almeno all’inizio.

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Scorcio della c.da Facciomare

Certo con un fuoristrada ci si può avventurare ad occhi chiusi. Ma pian piano e con un po’ di attenzione si può avanzare agevolmente. Lo conforta anche la vista di qualche macchina parcheggiata davanti ai recinti delle varie proprietà. Dopo aver zigzagato un po’ seguendo la strada ci si trova improvvisamente davanti ad una fontana che mai e mai ancora avreste immaginato di trovare lì. Nel nulla del nulla. Dove non prendono i cellulari. Dove ci sei solo tu e la natura. È una meraviglia. Non ha niente di particolarmente architettonico. Ne ghirigori ne decorazioni. Forse ne ha avuti in passato ma non ve ne è testimonianza. Sembra risalga al periodo romano. Secondo alcuni invece è di origine araba. Ha una bellezza impressionante. Semplice. Rotonda. Con al centro una colonna ‘decapitata’, sulla sommità c’era una testa, verosimilmente di un prode.

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Chiedendo ai miei genitori mi hanno riferito che venisse chiamato ‘u pupu’ il pupo, per via del fatto che ci fosse anche la testa. Viene alimentata dalle acque che arrivano attraverso un canale in pietra. Oggi integrato da un tubo di gomma nera. Di quelli che si usano per gli impianti di irrigazione. Sovrasta una discesa che si perde sul mare. Nel silenzio di una natura quasi del tutto inalterata, tranne sulla sua sinistra dove sorge una casa dietro un recinto nell’altro lato della stradella. Proprio lì il percorso si arresta e diventa inaccessibile ai mezzi normali. Ci si deve fermare. Un rigagnolo causato da qualche forte temporale abbattutosi recentemente, l’ha invasa rendendola momentaneamente impraticabile. Un’opera di sistemazione della viabilità sarebbe davvero necessaria, aldilà del provvisorio impedimento, ma penalizzerebbe tantissimo il valore naturalistico del posto, già ‘inficiato’ dalle costruzioni sorte negli anni. Comunque non importa se devi fare marcia indietro, già questa fontana vale il ‘prezzo’ d’essere arrivati fin là e non aver proseguito. Dopo aver fatto inversione di marcia attentamente, per non finire nella scoscesa oltre la viuzza sterrata, si torna indietro. Quanti monumenti come questo giacciono sconosciuti ai più? Questo molto probabilmente. Grazie alla mia ‘voglia di girare’ questa volta ne ho conosciuto uno. La Fontana o Abbeveratoio della Spina.

di Calogero Mazza

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